Simeri: "Non abbiamo sofferto. Andiamo a Troina per vincere e festeggiare».

Contento anche Simeri, tornato al goal dopo sei giornate, gli infortuni e la squalifica: «Questo goal è il modo migliore per chiese scusa per quello che ho fatto a Palmi - dice l'attaccante. Sono state due settimane di inferno, dopo dei piccoli infortuni che mi hanno lasciato fuori. Ho pagato in campo e fuori, questo goal lo dedico a tifosi e società. Mi sento importante come tutti, non c'è uno più importante degli altri». E sul goal aggiunge: «Non era una palla molto alta, devi essere bravo a non girarla sul secondo palo. Il colpo di testa non è la mia dote principale, ma quando c'è bisogno do il meglio anche in questo».

Curiosità di giornata, Michele Di Prisco, autore del goal per i campani, è il fratello della futura signora Simeri: «Pensavo saltasse il matrimonio dopo il goal di mio cognato. Poi si è messa bene per fortuna», scherza l'attaccante. «Nel primo tempo abbiamo dato tutto, nella ripresa abbiamo gestito e provato a far goal al nomento giusto. Non abbiamo sofferto, anche se il Portici ha fatto una grande partita. Andiamo a Troina per vincere e festeggiare».

Undicesimo centro in stagione, ma Simeri non pensa alla classifica marcatori ma solo al risultato di squadra: «Gli obiettivi personali li abbiamo accantonati tutti quanti fin dall'inizio - ricorda il bomber. Ho messo da parte l'egoismo da attaccante puro, i 9 assist che ho fatto lo dimostrano. Ognuno si mette a disposizione, non importa chi è capocannoniere. A tutti interessa vincere il campionato. Anche la Serie C non è categoria per il Bari, io posso dare ancora tanto e spero che il mio percorso in biancorosso continui a lungo. Bisogna arrivare subito in Serie B».

Insomma, un goal per scacciare i fantasmi dell'ultimo periodo, ma anche per limare qualche spigolatura caratteriale: «Ogni volta che andavo a protestare mi è venuta in mente la scena di Palmi - racconta l'attaccante. È un mio limite, devo migliorare; questa settimana è servita per mettere tutto a posto, con il rientro e il compleanno. Gli arbitri come gli avversari vogliono mettersi in mostra contro di noi, una difficoltà in più per noi. Sono il primo a doversene fare una ragione».

Riccardo Resta
BariViva.it