De Laurentiis, ricorso respinto sulla multiproprietà per il caso Napoli-Bari

La Corte Federale d'Appello a Sezioni Unite ha respinto il ricorso presentato da Aurelio e Luigi De Laurentiis contro la modifica dell'articolo 16 bis delle NOIF che vieta le multiproprietà nel calcio professionistico. Già lo scorso 4 maggio il Tribunale Federale Nazionale aveva rigettato il primo ricorso dei presidenti di Napoli e Bari. Lo stesso esito è arrivato in Corte d'Appello, presieduta da Mario Luigi Torsello e affiancato da Salvatore Lombardo, Mauro Mazzoni, Marco Lipari e Claudio Tucciarelli. L'oggetto dell'impugnazione era la delibera pubblicata sul comunicato ufficiale n° 88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell'articolo 16 bis NOIF per evitare nuovi "casi Salernitana". Il nuovo testo prevede che "non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente ed affine entro il quarto grado". Un conflitto presente nella famiglia De Laurentiis, proprietaria sia del Napoli che del Bari, neopromosso in Serie B.

Quale futuro per Napoli e Bari?

Resta ancora un grado della giustizia sportiva a disposizione di De Laurentiis che potrebbe far ricorso al Collegio di Garanzia del CONI. Poi ci sarebbe eventualmente la giustizia amministrativa con il Tar e il Consiglio di Stato. In caso di ulteriori pareri negativo - o mancato ricorso a questi organi - la famiglia De Laurentiis dovrà scegliere se lasciare il Napoli o il Bari. Una decisione da prendere entro l'estate 2024: la norma transitoria, infatti, prevede che le situazioni di multiproprietà in essere vengano risolte prima del deposito della domanda di ammissione ai campionati professionistici della stagione sportiva 2024-2025. 

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