Illusioni, bluff e Cavalieri bianchi: in 18 anni traditi i sogni dei baresi

Dal tentativo, agli inizi del 2000, di mettere insieme una cordata di imprenditori, alle illusioni o bluff di Cavalieri bianchi arrivati da ogni parte del mondo negli ultimi 4 anni. La favola del Bari può essere, purtroppo, riassunta così ed è fotografata nei volti di coloro che hanno illuso (o deluso) una comunità colpevole di essere affezionata ai colori biancorossi, una città innamorata della sua squadra. Ciò che fa più male è rivivere alcuni momenti di gioia: cori, caloroso accoglienza, ospitalità e soggiorni pagati da magnati o pseudo tali. Ma la storia del Bari è lastricata non solo da personaggi che hanno approfittato del brand della squadra per un proprio (legittimi oppure no) tornaconto: la storia è fatta anche di occasioni perse e sogni traditi. Ecco una beve ricostruzione degli ultimi 18 anni:

LA CORDATA DI IMPRENDITORI BARESI - I tentativi di acquisto del Bari risalgono addirittura al 2000: fu Vincenzo Divella a farsi promotore di una cordata di imprenditori locali pronta ad aprire un dialogo con la famiglia Matarrese (era in vita Vincenzo Matarrese, il «Presidente», morto nel giugno 2016) ma il discorso si interruppe immediatamente di fronte all’esosa richiesta dell’ex proprietà. Sei anni dopo toccò all’imprenditore lombardo Gianmario Cazzaniga lanciarsi verso la scalata, senza, però, raggiungere risultati apprezzabili.

DAI RUSSI, AI MONEGASCHI AL REAL MADRID - Dal 2007 al 2009, si intensifica la schiera dei potenziali acquirenti. Suggestivo l’interesse di imprenditori russi che incontrarono in segreto l’ex sindaco Michele Emiliano, ma una vera breccia non si aprì. Ad ottobre dello stesso anno, ecco il trio cosiddetto «monegasco» composto da Claude Cohen, Paolo Stancarone e Marco Vedeo che, però, formulò un’offerta piuttosto flebile. Nel 2008 esce allo scoperto persino Lorenzo Sanz, ex presidente del Real Madrid: nulla da fare, anche stavolta.

TIM BARTON, L'AMERICANO LOW COST - Nell’estate del 2009, con la squadra appena promossa in serie A, si consuma il flop forse più famoso della storia: l’imprenditore americano Tim Barton, acclamato al suo arrivo in aeroporto (con un volo low cost) da migliaia di tifosi, si spinge addirittura fino alla firma di un contratto preliminare d’acquisto del 100% del club, salvo poi dissolversi nel nulla. Poco dopo, emerge pure la Meleam con un’offerta formalizzata subito rispedita al mittente.

LE METEORE DELLA RETROCESSIONE - Con la retrocessione in B del 2011, spuntano una serie di «meteore» che non lasceranno tracce evidenti del loro passaggio: dall’immobiliarista Vittorio Casale, alla Real Florida Tv, dal manager milanese Alessandro Proto ad una nuova offensiva della Meleam, fino alle ambizioni di Fabio Montecalvo (presidente di alcune società di comunicazione nel mondo sportivo) che voleva creare un contatto con imprenditori arabi.

IL TENTATIVO DI MONTEMURRO - Nell’estate del 2013, per oltre due mesi Paolo Montemurro (attuale presidente dell’Andria) cercò di acquistare la società, ma la situazione debitoria era già tale da pregiudicare il buon esito dell’affare. Non a caso, nel marzo 2014 il club subì il fallimento.

L'ARRIVO DI PAPARESTA (E INFRONT) - Lo stesso Gianluca Paparesta ha intrattenuto molteplici dialoghi per coinvolgere nuovi investitori nella nuova società che l’ex arbitro internazionale rilevò all’asta del 20 maggio 2014, grazie ai capitali derivanti dalla vendita dei diritti audiovisivi e d’archivio alle società Infront e Mp & Silva. L’ipotesi più intrigante conduceva ai fratelli Boris ed Arkady Rotenberg, magnati russi, già proprietari della Dinamo Mosca: un’eventualità stoppata, tra le varie motivazioni, pure dai provvedimenti assunti in seguito alle tensioni internazionali in Crimea.

L'INTERESSE DEL CINESE ZHENG - Il magnate cinese Zheng, con il suo gruppo Winston, manifesta l'interesse ad acquisire il 100% del Bari calcio formulando anche una offerta. TRa società calcistica e potenziale acquirente le trattative si trascinano, alla fine non approdano a nulla.

LA SCALATA DEL MOLFETTESE GIANCASPRO - Dal 5% delle quote di Romeo Paparesta, l'imprenditore molfettese Cosmo (Mino) Giancaspro entra timidamente della società di cui ne acquisirà il completo controllo dopo il fallimento del progetto di Paparesta di portare un nuovo acquirente (straniero), relegando l'ex arbitro a una quota pari allo 0,66%. Con Giancaspro si apre una vera e propria guerra a colpi di ricorsi e carte bollate.

L'ORSETTO DELLA MALESIA, NOORDIN - L’ultimo capitolo è Ahmad Noordin: l’imprenditore malese che sembrava dover ratificare il suo ingresso nel Bari a tempo di record. Il «tycoon» che aveva regalato la vertigine di approdare in Champions League entro cinque anni. Promesse che ormai da due mesi non hanno avuto un seguito, lasciando in una piazza già lacerata dalla perenne precarietà, l’ennesima sensazione di sentirsi incompiuta.

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