Marcolini: “Mi piacerebbe allenare il Bari: vincere lì è ancora più bello. Bari ai playoff? Non basterà il blasone”

Dal campo alla panchina con in testa gli stessi valori che hanno contraddistinto il suo percorso nel mondo del calcio. Stiamo parlando di Michele Marcolini ex calciatore del Bari e attualmente stimato tecnico. Marcolini è intervenuto su Radio Biancorossa nel corso del programma ‘Tanto non capirai’.

L’ex numero 10 biancorosso si è subito soffermato sulla sua ultima sfortunata esperienza sulla panchina del Chievo Verona, conclusasi con un esonero: “Ho accettato la scelta della società, magari si aspettavano qualcosa in più anche se ad inizio anno l’obiettivo era quello di conquistare i playoff. Sono contento del lavoro che ho svolto, c’era un buon gruppo. Ho trovato una serie B molto equilibrata, Benevento a parte. Credo sia stato giusto riprendere a giocare, anche perchè se la situazione legata al Covid-19 sta migliorando. Il calcio è una componente importante per il nostro paese oltre ad essere una componente sociale di rilievo. E’ una ripresa “storica” per il mondo del calcio visto il lungo stop e alcune squadre stanno avendo difficoltà a riprendere dopo tanti mesi di pausa.”

Marcolini ha ripercorso la sua carriera: “Le stagioni all’Atalanta sono state importanti per me: ho raggiunto due promozioni e ho tanti bei ricordi legati a quegli anni. Anche al Chievo ho vissuto anni positivi giocando anche in Champions League. Tra le delusioni ci metto alcune retrocessioni come accaduto col Bari, col Chievo e con l’Atalanta.”

Inevitabile non ricordare i 4 anni al Bari partendo dal ricordo dell’ex presidente Vincenzo Matarrese: “Era un presidente molto presente, non posso che avere ricordi positivi di lui. Bari è stata una tappa importante della mia carriera, è stato il mio primo contatto col calcio che contava e ho trovato una città che amava la propria squadra, una squadra che lottava ogni anno. Magari molti si aspettavano qualcosa di meglio ma la società ha sempre lavorato in maniera seria. Anche mio padre ha giocato nel Bari e mi parlò benissimo della piazza: sprizzava felicità da tutti i pori quando venne a sapere dell’interesse del Bari perchè avevo l’occasione di giocare in serie A. Curioso come fu Carlo Regalia a portarci entrambi a Bari, ovviamente in epoche diverse. Ora faccio l’allenatore e mi piacerebbe allenare in una piazza calda come quella di Bari perchè gioire lì e ancora più bello. Le pressioni fanno parte del gioco e chi non è pronto per questo deve cambiare mestiere. Il Bari ha una società sana ed importante e un pubblico da serie A, sarebbe fantastico poter guidare i biancorossi.”

Il 13 luglio inizieranno i playoff per il Bari e Marcolini è sicuro: “Non può che essere il Bari la squadra favorita e non solo per il blasone, ma anche per il tipo di squadra che è stata costruita. Purtroppo questo non basta per garantirsi la promozione, perchè in campo i valori cartacei sono relativi. La squadra di Vivarini dovrà scontrarsi con avversari di valore, occhio alla Reggiana, il Carpi e il Sud Tirol.”

Nicola Lucarelli – Radio Biancorossa