21/11/20 - Pasquale Loseto: “In campo serve sputare l’anima e giocare con attributi, senza questi due fattori non si va lontano”

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21/11/20 - Pasquale Loseto: “In campo serve sputare l’anima e giocare con attributi, senza questi due fattori non si va lontano”

Messaggioda Lo Strillone » 21/11/2020, 17:10

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Pasquale Loseto. Uno che ha onorato i colori biancorossi per poco meno di trent’anni, stiamo parlando di Pasquale Loseto, per tutti il grande ‘Ualino’ con il Bari dal 1965 al 1973, ma prima aveva fatto tutta la trafila nel settore giovanile dei biancorossi, e a fine carriera da allenatore lo è stato per lunghi 17 ann E tutta la famiglia, Loseto, da Giovanni, Onofrio, Valeriano ed Ivan, hanno vestito la maglia biancorossa, di padre in fratello e figli, un’eredità pesante ma che è sempre stata onorata. Una peculiarità del suo carattere, ma questa diamo atto che è un po’ di tutti i Loseto, è quella di parlare in modo schietto, senza giri di parole e ‘dietrologie’ e soprattutto senza doppi fini, perché loro sono baresi, passionali e vorrebbero vedere sempre quel senso di appartenenza.
Ripercorriamo pertanto le tappe della nostra intervista, iniziata subito con il duetto con Marcello DIomedi: “Io e Marcello in difesa oggi? Permettetemi di salutarlo affettuosamente e dire che più tardi lo risento privatamente per farmi una chiacchierata. Lui giocava a sinistra ed io a destra, anche se qualche volta ho giocato da centrale. Marcello era un signore, aveva piedi buoni ed il vizio del gol, i suoi movimenti erano eleganti e diede un grande contributo alla causa, e la prova è che ad oggi ci sentiamo molto frequentemente”. Di ‘Ualino’ & soci, ci sono sul web ancora foto e filmati, seppure a bianco e nero, ricordiamo per chi non lo sapesse che ha marcato un certo Gigi Riva ‘Rombo di tuono’ al punto da rendergli la vita impossibile in tali sfide: “Si, verissimo, un altro gentlman. Gigi Riva, aveva un passo ed una falcata superiore, ma sfidarlo e ricevere i suoi complimenti per me che ero un suo tifoso, fu fantastico e ricevetti la maglia, solo che qualcuno (ride, ndr) l’ha fatta sparire misteriosamente ed ora la conserva gelosamente, mio figlio Valeriano”.
Sul Bari di Auteri, Pasquale Loseto non si è nascosto ed è entrato molto deciso, quasi in tackle: “La Ternana? Era una partita che bisognava vincere, al massimo pareggiarla. L’ho seguita attentamente, ovviamente ho fatto il tifo per i Galletti ma dispiace dirlo, abbiamo toppato e dimostrato di essere nettamente inferiori a chi oggi è davanti. Ed i giocatori di nome non mancano in questo Bari, però in campo si è vista una grandissima differenza sotto tutti i punti di vista. Se non hai la fame anche con i nomi non vai da nessuna parte. Io ho vinto campionati ovunque, da Bari, Pescara, Lecce e Monopoli e con la Casertana vendevamo la pelle cara ogni partita, togliendoci grosse soddisfazioni. Questi giocatori invece hanno potenzialità ma in campo, non solo con la Ternana, lo stanno facendo senza attributi e mi piacerebbe tanto essere smentito con i fatti. Si vince e si perde come è logico che sia o si pareggia, ma si deve sputare l’anima per quella maglia che si indossa. Prima la squadra aveva una certa ossatura, non so se ci vuole ancora un po’ di tempo per questo Bari totalmente nuovo, però ad oggi non ci sono i presupposti per un salto di categoria”. Sulla mancanza di baresità in squadra a partire da Partipilo l’ex difensore fluidificante ha detto la sua, ricordando anche il suo glorioso passato da tecnico delle giovanili: “Partipilo stava con noi, lo abbiamo visto che era un ragazzino. Io sono stato 17 anni nel settore giovanile, mio fratello Giovanni lo stesso ha lanciato tanti ragazzi, Maselli per esempio un altro ragazzo promettente passò al Lecce. Abbiamo tirato penso oltre un centinaio di giocatori approdati tutti nei professionisti. Castrovilli, giusto per fare un esempio quando il Bari nel 2014 perse con la Ternana, era in panchina e quanto ha giocato col Bari? Mi sa 11 presenze in due stagioni, troppo poco. Personalmente posso solo ringraziare il presidente Vincenzo Matarrese che mi voleva ed io gli volevo un gran bene, lui ha valorizzato il vivaio biancorosso e per anni molti ragazzi, cito alcuni che sono passati dal sottoscritto, Angelo Carbone, Bigica, Amoruso, i miei fratelli sono arrivati ad altissimi livelli. Da tifoso ed addetto ai lavori, non posso che augurarmi che questa società possa ripercorrere quelle orme e fare ancora meglio, però deve darsi una mossa perché molti giovani talenti sono tutti andati altrove”. Infine, essendo un doppio ex ha speso parole di elogio per la Casertana, prossima avversaria del Bari: “Loro hanno in squadra un altro ex, Fedato, ma occhio a Gigi Castaldo e la loro voglia. Sono stato con la Casertana e fummo capaci di battere il Bari, passammo in svantaggio con un’autorete nostra al primo minuto e poi la ribaltammo con le reti di Armidoro e Fazzi. Conservo bei ricordi di Caserta dove sono stato voluto bene ed indossato anche la fascia da capitano, ma volevo tornare a casa perché ero a fine carriera ed andai a giocare a Monopoli. Saluto comunque con affetto i miei ex tifosi, domenica sarà una bella partita”.
Infine, ringraziamo con grande affetto Pasquale Loseto per averci girato alcuni scatti inediti che conserva, uno di questi in una combattuta partita di Coppa Italia, il 13 dicembre 1967, quando i biancorossi pareggiarono all’andata contro il Milan di Gianni Rivera, partita terminata 1-1 con il gol di Mujesan ed il pari proprio di Rivera. Al ritorno vinsero i diavoli per 4-0, ma quel Bari si fermò ai quarti di finali di quella Coppa Italia, pure essendo una formazione di serie cadetta, ed il Milan che arrivò secondo dietro il Torino, andò a giocarsi la final four in un girone unico, dove Inter e Bologna, invece si piazzarono rispettivamente terza e quarta. Magari il Bari di Ualino Loseto non avrebbe vinto, ma avrebbe scritto sicuramente un’altra pagina di storia sportiva biancorossa. Infine, nella foto che ritrae Pasquale Loseto mentre ha già tirato, in marcatura ci sono due difensori rossoneri da destra verso sinistra, Angioletti e Schennlingher. Da notare i calzettoni tutti abbassati, foto di altri tempi, che fanno essere ancora più fieri di tifare BARI!

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Re: 21/11/20 - Pasquale Loseto: “In campo serve sputare l’anima e giocare con attributi, senza questi due fattori non si va lontano”

Messaggioda guerrierobiancorosso » 21/11/2020, 18:21

Come dargli torto.
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