Beppe Moro, "uno dei pochi" che fece ricco il Bari.

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Beppe Moro, "uno dei pochi" che fece ricco il Bari.

Messaggioda Donda.22 » 16/01/2021, 10:02

Oggi si sarebbe compiuto il 100 compleanno di uno dei giocatori più importanti e sottovalutati della storia del Bari: Beppe Moro, il portiere spericolato.

Sulla sua vita si è discusso per anni, un calciatore tanto forte quanto fragile, un giovane che si è formato in guerra e che ha fatto dell'atleticità un punto di forza sia in campo che sotto le armi, divenendo nel giro di qualche anno il sogno proibito del calcio italiano, il degno erede di Bagicalupo dopo la strage di Superga, il tutto dopo una stagione fenomenale tra le fila dei biancorossi, culminata con una salvezza insperata grazie anche ai 5 rigori parati in una sola stagione.
Questa è la storia di Beppe Moro, un uomo che dopo un clamoroso autogol contro la Juventus (scagliando il pallone dentro la propria porta a causa degli insulti) è riuscito a rinascere e diventare "Uno dei pochi".

Buona Lettura.

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“Nel mio ricordo, come in quello di tutti gli appassionati di calcio,
Lui rimane un grande artista della porta,
un vero e proprio mito.”


A rilasciare queste dichiarazioni fu, qualche anno fa, un certo Dino Zoff, il portiere della Nazionale Italiana talmente forte e decisivo da essere proclamato, senza dubbi di sorta, uno di quei fenomeni che hanno cambiato la Storia del Calcio. Uno dei pochi.
Ma a chi si riferiva?

Per capirlo bisogna tornare indietro di qualche anno, precisamente nel 1921 dove a Carbonera, un piccolo paesino in provincia di Treviso, sta per nascere uno di quei bambini destinato ad essere, come canterà negli anni ’60 Joe Sentieri, “uno dei tanti“.
Giuseppe, questo il suo nome, rischia di avere davanti a sé un futuro “anonimo”, perché se ti chiami Zoff, ogni qual volta che qualcuno pronuncia quel cognome l’immaginazione va subito verso Dino, ma se ti chiami Moro, per passare alla storia ti ci devi mettere davvero d’impegno.
Vasco Rossi nascerà soltanto 40 anni dopo, ma quella “Vita Spericolata” di cui parlerà potrebbe benissimo essere la biografia di Giuseppe, detto anche Bepi, che di quella “vita spericolata” ne farà un mantra per entrare nella storia, nel bene e nel male.

La vita di Bepi può essere divisa principalmente in tre fasi: quella adolescenziale, quella della consacrazione e quella del declino.

La vita adolescenziale non fu per niente facile. Tra un’assenza a scuola e l’altra, infatti, Bepi più che ai libri pensava ad altro, sognava di difendere la porta della Nazionale Italiana di Calcio , un sogno da poco insomma.
Il suo obiettivo, infatti, era quello di diventare un portiere di successo, ispirato dal suo idolo František Plánička che lo farà innamorare del calcio a tal punto dal portarlo a “rubare” i soldi, destinati al pane, per andare a comprare il suo primo pallone.
Come tutte le storie a lieto fine, Moro riuscirà a perseguire il suo sogno, ma prima di poter difendere una porta in un campo da calcio, si ritroverà a difendere la porta e l’orgoglio della propria Nazione.
La guerra non fa sconti ed un corpo giovane, atletico e allenato come il suo dev’essere messo a disposizione della Patria, non a Treviso però ma in Sicilia.
Al contrario di un altro ex giocatore biancorosso, Cesarino Grossi, Moro riuscirà a salvarsi sia agli scontri successivi allo Sbarco in Sicilia che alla successiva Occupazione tedesca di Treviso, appena dopo esser tornato nella propria città natia.
E’ proprio in guerra che nasce il fenomeno Moro. Come spiegherà lui stesso in questa nostra trascrizione completa di una sua intervista, Bepi sviluppò delle capacità atletiche fuori dal comune per poter portare a casa la pelle, specialità: il lancio da un furgone in marcia.
La guerra stessa, inoltre, lo forma nel carattere, schivo ma allo stesso tempo anarchico, un carattere che lo porta spesso a non essere d’accordo con le opinioni altrui, anche dei superiori.

E’ proprio per questo che, a Guerra terminata, la sua prima grande occasione nel calcio che conta si interrompe dopo una sola stagione. Alla fine di un campionato duro e con risultati altalenanti, Moro, che ha appena firmato per la società un rinnovo milionario, in pieno disaccordo con il DS Ugolini, viene messo alla porta dalla Fiorentina. Questo, assieme all’ascesa di un altro portiere, Leonardo Costagliola, e ai buoni rapporti tra la Fiorentina ed il Bari, porterà il portiere trevigiano ad indossare la maglia biancorossa, percorso inverso rispetto a Costagliola.

Moro a Bari approderà 27enne, nella piena maturità sportiva che gli aveva permesso di diventare uno dei portieri più interessanti del campionato, con l’obbiettivo di ritrovarsi stabilmente la Nazionale.

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Bepi Moro, lo spericolato paratutto che fece ricco il Bari

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