Mitt' a Cassano!

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Mitt' a Cassano!

Messaggioda LATINOBARI » 01/06/2014, 23:49

Al terzo tentativo Antonio Cassano conquista finalmente la convocazione a un Mondiale

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La domanda è: nella storia recente della nazionale italiana abbiamo avuto un giocatore più invocato, più desiderato, più bersagliato di Antonio Cassano? A memoria direi di no. È una storia travagliata, è una storia confusa, piena di domande, piena di dubbi, piena di errori, ma è pur sempre una storia che merita di essere raccontata, perché per la prima volta, dopo tre occasioni, Antonio Cassano, oggi, è finalmente sicuro di andare a un Mondiale. In Brasile, per giunta, in quel Paese che per anni ha cercato di professare un calcio veloce, rapido, fantasioso come lo interpreta da sempre il 10 della nostra nazionale.

IL DEBUTTO AZZURRO - L'esordio nella nazionale maggiore Cassano lo fa a 21 anni, decisamente presto: è per mano di Giovanni Trapattoni che indossa la maglia azzurra, quella più aulica, per la prima volta, dopo la trafila delle giovanili. L'ex tecnico dell'Irlanda lo porta con sé anche all'Europeo del 2004, in una kermesse non fu entusiasmante, se non proprio per Cassano, che torna a casa con due reti in tre partite nel primo turno. Le lacrime di quella eliminazione, dopo una vittoria tanto sudata, quella paventata combine tra Danimarca e Svezia, la sofferenza di Cassano fece storia. Poi, però, l'estro deve arrendersi a Marcello Lippi, ma anche alla sua testa. È il periodo del Real Madrid, di quell'oblio nel quale cade Cassano dopo il trasferimento dalla capitale italiana alla capitale spagnola: se al Mondiale del 2006, quindi, l'attaccante di Bari Vecchia non figura tra i Campioni nessuno si stupisce, nessuno se ne lamenta.

LA DIATRIBA CON LIPPI - Arriva poi il momento di Roberto Donadoni, che all'Europeo del 2008 punta quasi tutto su Cassano: quattro presente per lui, tutte da titolare, fino alla sconfitta ai quarti di finale contro la Spagna. Il feeling con la maglia azzurra è recuperabile, aiutato anche dal blu della sua nuova casacca, la Sampdoria, ma dietro l'angolo, a rovinare il momento, c'è il ritorno di Marcello Lippi, chiamato per guidare gli Azzurri al nuovo Mondiale, quello del 2010 in Sud Africa. È qui che i dubbi iniziano a sorgere, perché se da un lato l'attuale tecnica tecnico del Guangzhou Evergrande dimostrò non poca cocciutaggine nel convocare una squadra inadatta a un Mondiale, dall'altro riuscì a confermare la scarsa propensione all'affidarsi all'estro del 99 doriano. Una testa calda, sì, lo sapeva bene Walter Mazzarri in quel periodo, lo sapeva un po' tutt'Italia. Ma se il rischio non lo vuoi correre, se non ci provi nemmeno, qualche dubbio lo sollevi.

IL REINTEGRO DI PRANDELLI - Cassano poi, con l'addio di Lippi alla Nazionale, dopo una debacle storica per l'eliminazione al primo turno di un Mondiale, e una prestazione ancor meno soddisfacente nella Confederation Cup dell'anno prima, viene reintegrato da Cesare Prandelli. Nessuna parola sull'esclusione precedente, nessun tipo di esposizione mediatica: nessuno ne parla più. Con il tecnico di Orzinuovi è storia recente: l'Europeo del 2012, fino alla finale con la Spagna, con addirittura la fascia da capitano nel 2011, durante le amichevoli che anticiparono la manifestazione. L'avvicinarsi però del Mondiale ha di nuovo sollevato il rischio di perdere Antonio in azzurro: nella sua carriera, nelle precedenti due occasioni, non era mai riuscito a soddisfare l'ultimo neo della sua carriera. Stavolta, però, Prandelli ha dovuto arrendersi all'evidenza: la stagione a Parma è stata eccezionale e ancora una volta è stato Cassano a riportare una squadra da media classifica in Europa, come fece con la Sampdoria all'epoca. Eppure il rischio stavamo per correrlo, perché la convocazione mancava da diversi mesi.

IL MONDIALE CHE VERRA' - Brasile 2014 sicuramente non ci regala l'Antonio Cassano che avremmo potuto avere a Sud Africa 2010, perché l'età anagrafica conta quattro anni in più, perché la condizione fisica non è quella di quando aveva 28 anni, perché nel frattempo ha subìto un'operazione al cuore, ha combattuto dei problemi cardiaci di non poco conto, ha dovuto recuperare una condizione che non è quella di un tempo. Però la sua fantasia, il suo tocco, il suo piede, in Italia non ce l'abbiamo: ieri nella partita con l'Irlanda, in quei pochi minuti a disposizione, ha dimostrato di quanto sia necessario averlo in campo, anche solo per qualche minuto. Ha una autonomia scarsa, lo sa anche lui, perché dopo tre minuti dal suo ingresso, andando a battere un calcio d'angolo, oltre agli applausi del pubblico si sentiva anche il suo fiatone. Ma cosa ci importa? Ci importa sapere che in rosa, tra quei 23, Cesare Prandelli ha visto bene di voler portare con sé l'unico giocatore che può risolvere qualsiasi partita, perché un suo passaggio, un suo assist, può beffare tanto Thiago Silva quanto Yepes, con tutto il rispetto per Mario.

Andrà dosato, andrà schierato negli ultimi minuti, in sostituzione di chi verrà meno nel corso della partita per qualche defaillance o perché poco convincente. Andrà gestito, andrà centellinato, andrà sfruttato come l'asso nella manica, come un vero campione. Se hai problemi, se devi risolverla con un passaggio, con una intuizione, se manca il passaggio finale per arrivare dinanzi alla porta, Prandelli, sai cosa fare: mitt' a Cassano.

by Mario Petillo
Fonte: Calcionews24.com
http://www.calcionews24.com/mitt-a-cassano-386107.html
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