15/11/23 - Bari, da Costantino a Bonucci: la "top 11" di sempre del calcio biancorosso

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15/11/23 - Bari, da Costantino a Bonucci: la "top 11" di sempre del calcio biancorosso

Messaggioda Lo Strillone » 15/11/2023, 22:54

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Nel Bari non ha mai giocato Maradona, ma nemmeno Platini, Baggio, Van Basten o Ronaldo, eppure la società biancorossa, dall’alto dei suoi 115 anni di età, può vantare di aver avuto tra le sue fila calciatori che hanno fatto la storia del pallone italiano. Atleti che in alcuni casi hanno legato la propria carriera ai colori locali e che in altri casi, grazie ai Galletti, sono riusciti a fare il salto nel calcio che conta.

Ci siamo quindi chiesti quale sia la “top 11” di sempre della storia del Bari, quella che include i giocatori più rappresentativi di ogni epoca calcistica (di successo) dei biancorossi. Una squadra ideale che abbiamo “messo in campo” con un 4-3-3 dal sapore leggendario. (Vedi foto galleria)

1) Giuseppe Moro – Il Bari ha sempre avuto buoni portieri, ma è nel Dopoguerra che può vantare di aver avuto tra i pali uno dei n.1 più spettacolari della storia del calcio italiano: Giuseppe Moro. Arrivato nel 1948 dalla Fiorentina dopo uno scambio con Costagliola (altro grande estremo difensore), giocò un solo campionato che gli valse però la consacrazione e la chiamata in Nazionale (oltre a un trasferimento record al Torino). E “Bepi” ad oggi è uno dei 5 calciatori che hanno vestito la maglia Azzurra mentre giocavano nel Bari (assieme a Costantino, Tavarilli, Zambrotta e Bonucci).

2) Giovanni Loseto – Magari il Bari ha avuto nella sua storia difensori più tecnici e di successo, però in una “top 11” del calcio biancorosso lui non può mancare: perché Loseto è stato una vera e propria bandiera cittadina. Nato nel centro storico, disputò undici stagioni nel Bari (dal 1983 al 1993) e fu tra i protagonisti della cavalcata che portò la squadra di Bolchi dalla C alla A negli anni 80, con tanto di semifinale in Coppa Italia nel 1984. Terzino asfissiante (memorabile una marcatura su Maradona), nel 2016 ha avuto l’onore di veder ritirata la sua maglia: la n.2.

3) Gianluca Zambrotta – Giocatore di “altro livello”, approdato a Bari come ala d’attacco, trasformatosi in tornante e poi consacratosi definitivamente alla Juve e in Nazionale come terzino. Zambrotta non ha bisogno di presentazioni: basti dire che è stato campione del mondo nel 2006 con gli Azzurri. Ma anche a Bari ha lasciato il segno, disputando due stagioni in A (1998 e 1999), contrassegnati da forza fisica, qualità e duttilità. Fu il jolly che permise all’allenatore Fascetti di cambiare modulo di partita in partita a secondo della squadra avversaria.

4) Francesco Capocasale – Nato a Bari, Capocasale dopo tre anni in biancorosso passò nel 1939 alla Juventus per poi ritornare nel 1944 in Puglia, lì dove chiuse la carriera di calciatore iniziando quella di allenatore. Lui è infatti ricordato sia per essere uno dei più forti centrocampisti ad aver indossato la maglia biancorossa, che per aver guidato più volte da mister i Galletti. Veniva chiamato “paletta” per la potenza dei tiri e la lunghezza dei piedi e fece parte nel 1947 della squadra che raggiunse il settimo posto in classifica in serie A: ancora oggi un record per i biancorossi.

5) Massimo Carrera – Cinque stagioni tra gli anni 80 e 90, fulcro del Bari di Salvemini, capacità di ricoprire tutti i ruoli della difesa, grande tecnica e fisico. Tutto questo è stato Massimo Carrera, uno dei migliori difensori della storia del Bari che viene anche ricordato per aver onorato il suo contratto sino alla scadenza (1991), nonostante si fosse già promesso alla Juventus, squadra in cui militò per i seguenti cinque anni. Fu tra i calciatori che vinsero la Mitropa Cup nel 1990. Nel 2021 è tornato a Bari come allenatore, venendo esonerato dopo appena due mesi.

6) Leonardo Bonucci – Un solo anno al Bari, ma di un livello tale da permettergli in un sol colpo di entrare nel giro della Nazionale (lì dove giocherà poi la bellezza di 121 partite) e di essere ingaggiato dalla Juventus, squadra con la quale vincerà 8 scudetti. Regista difensivo del Bari di Ventura che entusiasmò con il suo gioco tutta l’Italia nella stagione 2009/2010, arrivò in Puglia da perfetto sconosciuto, per poi andarsene da calciatore affermato. È diventato campione d’Europa con l’Italia nel 2021.


7) Raffaele Costantino – Il fiore all’occhiello del calcio barese. Nato nel capoluogo pugliese, dopo aver vestito la maglia del Liberty rimase al Bari per due stagioni (1929 e 1930), per poi andare a giocare nella Roma dopo un trasferimento record. Tornò però nel capoluogo pugliese prima come calciatore e poi come allenatore. Attaccante veloce e prolifico, il “Reuccio” fu il primo atleta italiano capace di entrare a far parte della Nazionale nonostante giocasse in B e il primo a segnare due gol al leggendario portiere spagnolo Zamora.

8) Mario Fara – “Transatlantico”, “u gress”, ma anche “ingegnere” e “nuovo Rivera”. Sono tanti i soprannomi affibbiati a Mario Fara, centrocampista dai piedi fatati che contribuì al ritorno in A del Bari nel 1969. Purtroppo oltre alla grande visione di gioco di lui si ricordano anche i problemi di peso, che lo portarono a superare i 90 chili e a inficiarne le prestazioni. Ma resta uno dei calciatori più tecnici che abbiano mai vestito la maglia del Bari, definito da Sandro Ciotti “giocatore dal tocco vellutato e dal palleggio delizioso”.

9) Igor Protti – Vero e proprio idolo della tifoseria biancorossa, non solo per la sua capacità di segnare splendide reti, ma per l’ardore agonistico che metteva in ogni sua partita. Formò con Tovalieri una prolifica coppia del gol, contribuendo al successo del Bari di Materazzi di metà anni 90. Nell’ultimo anno in Puglia (1996), si laureò capocannoniere della serie A a pari merito con Signori, non riuscendo però a evitare la retrocessione in B dei Galletti. Incredibilmente non è mai stato convocato in Nazionale.

10) Biagio Catalano – Nato nel quartiere Libertà del capoluogo pugliese, fu uno dei protagonisti del Bari di inizio anni 60 che disputò quattro campionati di serie A. Trequartista dalle indubbie doti tecniche e senso del gol (fu cannoniere della squadra per quattro stagioni di seguito), venne soprannominato il “Sivori del Sud” dalla prestigiosa rivista francese “L’Équipe”. Catalano rivestì poi dal 1980 al 2001 la carica di allenatore in seconda del Bari, entrando così per sempre nella storia biancorossa.

11) Joao Paulo – Il miglior straniero della storia del Bari, attaccante funambolico capace con i suoi gol di regalare ai tifosi tante soddisfazioni all’inizio degli anni 90 (vedi le due reti segnate al Milan nel 1991 che regalarono la permanenza in A alla squadra guidata da Salvemini). Ma di lui si ricorda anche il terribile infortunio del 15 settembre 1991, quando sotto la pioggia, sul campo del San Nicola, venne falciato dal difensore sampdoriano Lanna riportando la frattura di tibia e perone. Senza Joao quell’anno il Bari retrocesse e lui non tornò mai più quello di prima.

Menzione d’onore: Antonio Cassano – Non abbiamo inserito Cassano nella “top 11” perché a Bari giocò solo un anno e mezzo quando era appena maggiorenne (retrocedendo anche in B). Però se si parla di Bari e di calcio “Fantantonio” non può non essere citato, visto che parliamo dell’atleta più famoso nato nel capoluogo pugliese. Di lui si ricordano i comportamenti fuori dalle righe e la sregolatezza, ma anche la grande tecnica e la fantasia: quella che gli permise nel dicembre del 1999 di segnare un incredibile gol all’Inter rimasto nella storia del calcio biancorosso.

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