24/03/20 - Simone Cavalli:“Tra i miei gol più belli c’è quello nel derby a ‘Via del Mare’”

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24/03/20 - Simone Cavalli:“Tra i miei gol più belli c’è quello nel derby a ‘Via del Mare’”

Messaggioda Lo Strillone » 24/03/2020, 16:23

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“Non mi posso assolutamente lamentare, perché ho avuto la possibilità di debuttare in serie A e di segnare a San Siro contro un Milan di campioni. Ho avuto la possibilità conquistata con il sudore e determinazione di giocare in piazze importanti come Reggio, Cesena e Bari e qui ho segnato uno dei miei tre gol più belli ed indelebili, aver segnato in un derby ed esultato come non mi era mai capitato sotto il settore riservato ai tifosi del Bari, me lo porterò sempre con me”, questo un passaggio di un’intervista realizzata all’ex biancorosso Simone Cavalli autore di quel gol memorabile il 17 maggio 2008, costringendo il Lecce a rinviare la promozione in ‘A’ che si giocarono ai playoff, ma regalando così una gioia immensa alla tifoseria barese. Simone Cavalli ha da qualche anno appeso gli scarpini al chiodo ed ha iniziato il percorso da allenatore, partendo dalla gavetta come ha sempre fatto nel corso della sua carriera, dove ha vestito tra le maglie più importanti anche quella del Cesena, Reggina, prima del Bari era stato a Vicenza, tra i professionisti ha chiuso la carriera in Romania, prima di tornare in Italia ed avvicinarsi nel modenese a casa sua, dove peraltro ha iniziato la carriera da tecnico delle giovanili con il Castelvetro, squadra che da calciatore aveva trascinato dalla Terza Categoria ai dilettanti.

Il tuo punto di vista sulla drammatica situazione in cui versa l’Italia ed il bollettino dell’Oms che ogni giorno viene diramato dove i contagi e le morti non diminuiscono.

“Sicuramente determinate restrizioni andavano prese prima, però mi rendo conto che non è neanche semplice, e non eravamo preparati ad una catastrofe mondiale che ha colpito tutto il mondo, nessuno escluso. Bisogna agire ed essere rispettosi di sé stessi e del prossimo, ed in questo momento posso solo dire, ‘Restiamo a casa’. Sono bruttissime strazianti le scene che ogni giorno assistiamo, non bastano i flashmob. Serve essere coscienziosi ed uscire meno possibile, solo laddove necessario. Si sta parlando anche molto di come la partita Atalanta-Valencia era da fermare, ed invece, ha visto la presenza di oltre 40mila spettatori, ed un focolare divampato. Il calcio sicuramente si doveva stoppare prima. Ma adesso, ripeto, pensiamo a superare questa gravità e poi ad affrontare quelle che sono già le conseguenze per molti lavoratori ed aziende chiuse”.

Hai iniziato la carriera a Modena, giovanissimo ricordaci del tuo debutto e delle tue prime sensazioni da calciatore subito catapultato nei professionisti.

“La mia carriera è iniziata da Modena dove ho fatto la trafila nel settore giovanile e nel 1996-1997 stavo già in Prima Squadra. La stagione dopo ho debuttato a 17 anni e sono stato con la Prima Squadra per due stagioni collezionando poco meno di una decina di presenze, prima di essere ceduto al Montevarchi dove ho giocato nel 1999-200 e sono stato titolare, andando a segno tre volte. In quella successiva ho militato nella Carrarese, piazza molto calda, ho giocato da titolare e segnato 8 gol”,

Nei primi anni del Duemila a Lecco ha realizzato 15 gol nei professionisti sotto la guida di un tecnico come Roberto Donadoni, il quale qualche anno dopo ha assunto la guida della Nazionale Italiana subito dopo i Mondiali del 2006. Avevi intravisto in mister Donadoni grandi capacità?

“Vero a Lecco ho avuto l’exploit. Donadoni mi ha dato molto, anche se lui era al suoprimo anno da allenatore tra i professionisti, curava ogni dettaglio e ci trasmetteva quella carica che aveva avuto dal calciatore della Nazionale e del Milan di campioni. Fu un anno molto buono realizzai ben 15 reti e nessuna su rigore, avevo forza esplosiva, realizzai diversi gol, c’erano belle sfide con il Pisa. Era un C molto tosta ed equilibrata. Un ‘esperienza importante anche se la stagione dopo ho vissuto una breve parentesi a Teramo, giocando con Simone Pepe e Motta, un altro ex Bari, e riuscì a fare anche un gol”.

A Cesena hai replicato la stagione da protagonista che avevi avuto in quel di Lecco segnando ben 30 gol in due stagioni, e non solo, ti sei distinto ed affermato in una piazza molto calda sotto la guida tecnica di Fabrizio Castori

“A Cesena ho vissuto due anni intensi in una piazza molto calda. Al primo anno ho realizzato 17 gol, di cui ai playoff e vincemmo il campionato con un tecnico come Fabrizio Castori che mi ha dato tantissimo. Abbiamo realizzato qualcosa di straordinario al culmine di una grande cavalcata. Feci un gol molto importante in semifinale ed in finale contro il Lumezzane che battemmo, feci l’assist vincente per il mio compagno Ambrogioni. L’anno dopo in B, realizzai ben quattordici reti in un campionato molto difficile ma ottenemmo la salvezza in uno stadio ‘Dino Manuzzi’ capace quando giocavi di darti una grande carica”.

Dopodiché è arrivata la chiamata della Reggina in ‘A’. Il sogno da bambino di giocare in ‘A’ realizzato, firmando anche due reti. Lo avresti mai pensato e cosa avresti potuto fare di più?

“A Reggio altra piazza calda, questa volta al Sud, sono stato benissimo. Da bambino sognavo di diventare calciatore e di arrivare a giocare nella massima serie. Così fu, e San Siro uno stadio che avevo visto solo in tv, mai da spettatore fui in grado di segnare un gran gol, perdemmo comunque 1-2 contro il Milan di Kaka, Seedorf, Pirlo, allenato da Carlo Ancelotti, ma fu un’emozione unica. Segnai anche un altro gol all’Udinese. Sono molto grato al presidente Lillo Foti perché mi volle fortemente. Poi feci altre scelte e sposai il progetto del Vicenza che voleva rilanciarsi, e pertanto di scendere di categoria. A Vicenza, dovevo rimpiazzare Gonzalez da un brutto incidente e mi trovai ad essere allenato prima da Camolese e poi da Attilio Gregucci, ho vissuto due stagioni comunque importanti per il mio percorso segnando nove gol, prima della chiamata che non avrei mai potuto rifiutare, Bari”.

Bari, tutti ti ricordano perché sei stato eroe nel derby di ritorno con il Lecce, il 17 maggio 2008, dove rovinasti la festa promozione dei giallorossi. Il ricordo di quella giornata epica per te ed i tifosi biancorossi al seguito e di quelle ‘quasi’ due stagioni dove sei stato allenato prima da Beppe Materazzi e poi da uno dei tecnici italiani più importanti, in questo momento, Antonio Conte. Ricordi e se hai rimpianti?

“Lo avevo anticipato già al Bari non avrei mai potuto dire di no. Avevo già giocato a Reggio e avevo visto anche quanto Reggio e Bari fossero legate, certe piazze ti danno un qualcosa di incredibile dal punto di vista emozionale. Al mio arrivo, mi sorprese vedere che c’era aria di contestazione, pochissimi tifosi, a volte anche poco più di un centinaio. Dopo la brutta partita dell’andata con il Lecce, Materazzi venne sollevato dall’incarico ed arrivò un giovanissimo Antonio Conte che subito diede un’impronta. La squadra si galvanizzò da una serie di risultati positivi, giocavamo un bel calcio e senza pressioni in quel dato momento, lo stadio tornò a riempirsi. Arrivati alla terzultima giornata di campionato, dovevamo affrontare il derby con il Lecce, loro se avessero vinto avrebbero messo una seria ipoteca e potuto dire la loro per arrivare secondi. Noi,non avevamo nulla da chiedere se non quello di onorare i colori e rispettare la nostra tifoseria. Correva il 17 maggio c’era un caldo che si boccheggiava, Bonanni ci portò in vantaggio su calcio di rigore che avrei voluto pure battere, ma era lui il rigorista. Poi, ci fu il mio gol una cavalcata incredibile e infilai la palla nel sette dove il portiere non sarebbe mai potuto arrivare. La cosa più bella, l’esultanza sotto la curva occupata dagli u****s della Curva Nord. Ho i brividi tutt’oggi se penso e conservo ancora una foto di quella giornata. Festeggiamo come se avessimo vinto una Coppa, lo annovero tra i miei gol più belli, insieme a quello fatto al Milan e con il Cesena in un altro derby, contro il Rimini. Rimpianti? Si, uno, su tutti. L’annata successiva, Conte mi tenne in organico perché ci teneva al sottoscritto, ed io mi distinsi pure, ma giocando poco, a gennaio chiesi la cessione. Di lì in poi è iniziato un po’ il mio declino, perché ho subito diversi infortuni. Se fossi rimasto, avrei vissuto una stagione memorabile, ma fa niente”.

Dopo Bari sei andato al Frosinone, Mantova ed Andria e poi ti sei trasferito in Romania dove ha chiuso la carriera da professionista, prima di rientrare in Italia e militare nelle serie semi – professionistiche. Pero, ti devo chiedere anche di quanto ha pesato il filone Bari-bis, legato al calcioscommesse, dove comunque a rigore di cronaca, ricordiamo che ne sei uscito pulito, nonostante hai patteggiato la pena di 4 mesi. Dicci la tua e come l’hai vissuto quel periodo.

“A Frosinone ho pagato un infortunio all’adduttore, nella mia carriera non avevo mai avuto grossi infortuni, e quello invece, fu il primo di una lunga serie che non mi hanno portato sicuramente a rendere sino al periodo di Bari. Ho giocato anche a Mantova, Andria prima di trasferirmi in Romania e giocare comunque nel massimo campionato del Paese. Poi rientrato in Italia ho anche pagato per un qualcosa che non centravo. Una brutta pagina per noi calciatori, per la piazza barese e tutto il calcio perché erano coinvolti in tantissimi. Per quanto mi riguarda personalmente, certamente, è stato qualcosa di inaspettato e confermato anche dal filone delle indagini dove non risulta alcun mio coinvolgimento. Tanto è vero che quando andai a testimoniare, non ritenni necessario neanche mettere l’avvocato, patteggiai la pena di 4 mesi ed ho pagato per omessa denuncia. Spero, che quanto ho pagato io ed altri, non si ripeta più in un sport come il calcio che da valori incredibili e posso confermarlo oggi che sono un tecnico, essendo partito dalle formazioni giovanili. Una brutta pagina, ripeto, un brutto momento, che mi ha fortificato e superato con l’aiuto della mia famiglia ed amici”.

Adesso, sei tecnico e sei ripartito come tecnico da Castelvetro, progetti a chi ti ispiri ed il calciatore con il quale hai giocato per il quale fai ancora il tifo e ti è rimasto impresso?

“Ho iniziato a lavorare da qualche anno come tecnico nel calcio polveroso e dilettantistico, Ho cominciato dal settore giovanile del Castelvetro, società con la quale ho chiuso la carriera da calciatore, portandola in serie D. Da tecnico è stata una bella esperienza, prima raffrontandomi con la Juniores e poi prima Squadra. Ho allenato anche nel campionato di Eccellenza, in altro club, e mi ispiro ad Antonio Conte. Il mio modulo è 3-4-1-2 e 3-5-2, ma ho bene a mente anche tutti gli insegnamenti che ho avuti dagli altri tecnici. Su un giocatore per cui faccio ancora il tifo, dico Francesco Caputo, oggi al Sassuolo e gli auguro di coronare il suo sogno di vestire la maglia della Nazionale italiana. Ora come è giusto che sia il calcio è fermo, ma quando riprenderà spero Mancini gli dia una chance”.

Marco Iusco
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Re: 24/03/20 - Simone Cavalli:“Tra i miei gol più belli c’è quello nel derby a ‘Via del Mare’”

Messaggioda guerrierobiancorosso » 24/03/2020, 16:25

Come ci ha fatto godere,ma l'anno dopo col frosinone ci ha fatto soffrire col classico gol dell'ex poi Caputo e Lanzafame ci portarono alla vittoria.Sarebbe bello vedere Caputo in nazionale.
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Re: 24/03/20 - Simone Cavalli:“Tra i miei gol più belli c’è quello nel derby a ‘Via del Mare’”

Messaggioda serginho81 » 24/03/2020, 22:31

Grande Simone, ho un bel ricordo di lui!
Questo canto d'orgoglio e d'amore che ci vien dal profondo del cuore
E vorrei continuare a cantare sostenendo il mio unico amor
Magico Bari alè! dai non mollare perchè tu sei tutto per me
E non potrei, lo sai, abbandonarti mai...
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