Dopo il terremoto tecnico che ha portato agli esoneri del Ds Magalini e del tecnico Vivarini oltre al ritorno di Moreno Longo sulla panchina biancorossa, il Bari prova a ripartire affrontando il Cesena dell’ex tecnico Michele Mignani. Per trattare i vari temi di questo periodo e per fare un piacevole tuffo nel passato biancorosso, abbiamo interpellato un doppio ex di Bari e Cesena, vale a dire Fabio Lupo, che si è concesso a un’intervista in esclusiva ai microfoni di Borderline24.com.

Fabio Lupo, da ex calciatore a direttore sportivo. Ultima esperienza a Cosenza. È pronto a ripartire?
“Sono sempre pronto per ripartire, anche se questo non è il momento migliore, perché in questo periodo le società sono impegnate nel mercato di gennaio. Sono alla finestra”.

Da direttore sportivo, come valuta la scelta di un club come il Bari di esonerare il proprio Ds in pieno calciomercato?
“Una scelta difficile da spiegare dall’esterno. Probabilmente la proprietà ha voluto dare un segnale, considerando anche il fatto che c’era già un altro direttore sportivo, vale a dire Valerio Di Cesare. Mi dispiace per Magalini che conosco molto bene”.

Per molti tifosi biancorossi, Magalini è stato il peggior direttore sportivo visto a Bari negli ultimi anni. Sarà proprio così o conta anche la modalità con la quale si fa mercato?
“Magalini è un direttore abituato a...SEGUI IL LINK PER LEGGERE LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA:

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Nicola Lucarelli
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SSC Bari rende noto che è stato trovato l'accordo per la risoluzione consensuale del contratto che legava il fantasista classe '95 Gaston Pereiro al club biancorosso.
A Gaston i migliori auguri per un futuro denso di soddisfazioni, sportive e non.

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Nel gergo calcistico si parla di ribaltone: via in un colpo solo il direttore sportivo Magalini e il secondo allenatore della stagione, Vincenzo Vivarini. Pieni poteri a Valerio Di Cesare come uomo mercato e ritorno in panchina per l’ex tecnico Moreno Longo.

È questo l’ennesimo pastrocchio della sciagurata gestione De Laurentiis a Bari. Una decisione che giunge in fortissimo ritardo e in pieno calciomercato, con una squadra allo sbando. Una società lungimirante avrebbe cacciato Magalini già a novembre e richiamato subito Moreno Longo, ancora a libro paga dei De Laurentiis e in rotta con l’ex ds del Catanzaro.

L’auspicio è che Longo riesca a risollevare le sorti di una squadra con l’encefalogramma piatto, avviata verso una mesta e umiliante retrocessione. L’errore più grande che si potrebbe commettere sarebbe quello di pretendere il miracolo da Longo, che si ritroverà a lavorare con una squadra non costruita per lui. Ma non solo: lui e Di Cesare dovranno pianificare in fretta e furia le strategie di calciomercato quando manca ormai poco alla sua conclusione. Una situazione a dir poco sconcertante.

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Nicola Lucarelli
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Tra rumors di calciomercato e ricorrenze, il Bari prova a voltare pagina per riprendere il cammino verso una salvezza che, al momento, appare molto complicata. Il prossimo ostacolo da superare sarà la Juve Stabia, reduce dal pareggio interno contro il Pescara.
Per affrontare i vari temi legati a questa gara e per fare un piacevole tuffo nel passato biancorosso, abbiamo interpellato un doppio ex di Bari e Juve Stabia: Denis Tonucci, che si è concesso in esclusiva ai microfoni di Borderline24.com.

Come sta andando questa stagione alla Vis Pesaro sia dal punto di vista personale che dal punto di vista di squadra?
“A livello di squadra siamo in linea con le aspettative societarie. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di raggiungere la salvezza il prima possibile, come successo anche l’anno scorso. A livello personale sono contento perché ricopro un ruolo importante nello spogliatoio durante la settimana: riesco a essere di supporto per i compagni più giovani. È una cosa che mi piace, il mister sa che può contare su di me”.

Ha già pensato a cosa fare una volta appesi gli scarpini al chiodo?
“Sicuramente resterò nel mondo del calcio, perché per me il calcio è vita. Sono nato con gli scarpini e non mi vedo in altri ambiti. Mi piace rapportarmi con i giovani e, magari, potrei allenare nei settori giovanili”.

Se pensa alla sua carriera, ci sono dei rimpianti e soprattutto un momento che ricorda con particolare soddisfazione?
“Sono tanti, però gliene dico uno. Mi porto ancora dentro la partita persa nei play-off contro il Novara. Quell’anno avevamo una squadra davvero forte, purtroppo uscire così al primo turno dei play-off in una partita rocambolesca è uno dei grandi rammarichi della mia carriera. Per quanto riguarda le situazioni felici e positive, invece, ce ne sono state tante: giocare in massima serie o vincere partite importanti regala tanti ricordi. Ci sono episodi che conservo con orgoglio, come la rete in rovesciata nel derby con il Foggia”.

Ha citato episodi legati al Bari: possiamo dire che Bari è stata un’esperienza positiva?
“Il ricordo di Bari...SEGUI IL LINK PER LEGGERE LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA:

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Nicola Lucarelli
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Che momento è per il Bari?
«È un periodo importante, ci vuole far risultato per continuare la crescita che stiamo avendo. Siamo vivi, lavoriamo bene e con impegno, abbiamo trovato equilibrio e un certo modo in campo. Adesso siamo competitivi, ci vuole qualche episodio a favore, ma siamo sulla strada giusto. Se riuscissimo a vincere sarebbe poi davvero importante».

È ancora preoccupato dal mercato?
«La preoccupazione in questo momento ce l’hanno tutti. La società sta facendo di tutto, il mercato sta offrendo pochissimo. Magalini non dorme la notte per monitorare squadre di A e B, con calciatori in uscita che possano fare al caso nostro».

La squadra come sta?
«Molti ragazzi non sono riusciti a esprimere le proprie qualità. In questo momento so vedendo crescere tante individualità. Un po’ di preoccupazione mi sta passando in funzione della crescita che io vedo in settimana. Io su questo vedo molta più chiarezza. A Carrara abbiamo mantenuto il campo, senza scappare all’indietro. I ragazzi ora sbagliano poco, devo fare anche scelte difficili».

Che gara sarà contro la Juve Stabia?
«All’andata è stata una partita con dei valori, domani dobbiamo fare una migliore partita. Con una vittoria cambia tutto, darebbe una svolta completa e la capacità di cambiare marcia».

Giocherà qualche giovane?
«Tutti i giovani hanno fatto bene, devono migliorare. Aspetto Rao, Mane ci sta dando tanto».

PB – Come sta il Vivarini uomo?
«Sono concentrato solo sul lavoro. Le vittorie all’inizio se ci fossero state dovevano essere casuali, adesso no. Vedo questa crescita e convinzione nei ragazzi nel vedere questa possibilità. Vedo un bel legame che si è creato con la squadra, noi ci crediamo».

Come sta Dorval?
«Si è allenato poco in Coppa d’Africa, ieri ha fatto solo un allenamento. È tornato motivato, ma a livello atletico c’è un punto interrogativo».

Ci sono indisponibili?
«Moncini e Dickmann si sono allenati a parte, perché hanno qualche fastidio, ma nulla di preoccupante. Domani faremo una rifinitura ulteriore per loro».

Che intendeva con guerra nel post gara?
«Non siamo sicuramente tranquilli, nel calcio c’è bisogno di serenità. Mi riferivo in generale al momento. Nessuno ha chiesto di andare via, tutti sono fiduciosi di uscirne. Io quando sono arrivato ho trovato tantissimi problemi e aspetti negativi».

Come stanno i nuovi?
«Cistana sta bene, l’ho scelto forzatamente. Ha un valore individuale molto grande. Stabile ha struttura, insieme a De Pieri sono due prospetti importanti».

Pianetebari

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