Sono al lavoro per inviare alla Federazione la richiesta ufficiale di assegnazione del titolo sportivo al Comune di Bari, come previsto dalle Norme Federali. 
Con la stessa nota chiederò che sia concessa alla città una deroga che consenta alla nuova squadra di disputare il prossimo campionato di Serie C in virtù della storia ultracentenaria del calcio barese e dei suoi meriti sportivi.
Non voglio illudere nessuno: è un’operazione difficilissima ma ho il dovere di tentare tutto il possibile per fare ripartire il calcio cittadino da un campionato più consono alla nostra tradizione sportiva e al numero e al calore dei sostenitori biancorossi. Anche perché il Bari non è retrocesso per le sconfitte sul campo, ma è stato penalizzato da questioni societarie di cui la città e la squadra non sono responsabili. Resta chiaro che anche nel caso in cui la FIGC dovesse respingere la richiesta di deroga, la città sosterrà comunque la squadra.

Approfitto per avvertire tutti i tifosi che le uniche notizie fondate sulla questione Bari Calcio sono le parole che scrivo qui e nei comunicati ufficiali. Vi prego di non credere alle strane voci che si accavallano in queste ore.

Antonio Decaro

Ieri è stata comunicata la costituzione di una cordata di imprenditori baresi. Sono quasi una ventina, tutti di primo piano, e tutti pronti a versare 100mila euro a testa per costituire il capitale della nuova società che si chiamerà Società Sportiva Bari 2018. La costituzione formale della nuova società avverrà nei primi giorni della prossima settimana in uno studio notarile. Dopo di che la nuova SS BARI 2018 farà domanda al comune per ottenere il titolo ed iscriversi regolarmente al campionato di serie D

FONTE TG NORBA 24
Trascrizione 92minutoBari

Il Bari è fallito per la seconda volta in quattro anni. In questo caso però, si tratta di un dramma sportivo. Nel 2014, infatti, dalle ceneri dell’AS Bari di Matarrese era nata la FC Bari 1908 con Paparesta presidente che riuscì a iscrivere la squadra al campionato di B. Adesso, invece, la società Giancaspro non ha ottemperato agli adempimenti contributivi e fiscali, ritrovandosi impossibilitata ad approvare l’aumento di capitale.

Cosi il Tribunale Federale Nazionale ha dapprima penalizzato la squadra di due punti, invertendo il campo contro il Cittadella nello scontro playoff (con i baresi eliminati) e poi, con la situazione debitoria sempre più grave, ha sancito ufficialmente il fallimento di un club che sparisce dopo 110 anni di storia dai professionisti.

Per far chiarezza sulla vicenda, abbiamo deciso di sentire la voce del passato e del presente barese. Carlo Regalia, ex allenatore e ds del Bari, e Nicola Lucarelli, giornalista di bari e amministratore del sito orgogliobarese.it

DUE CHIACCHIERE CON CARLO REGALIA

Partiamo dai fatti. Cosa non ha funzionato a livello societario e perchè il Bari è fallito?

“Io posso giudicare dal di fuori e diventa difficile, ma sicuramente è stato gestito male perché altrimenti non sarebbe fallito”

Oltre al Bari è fallito anche il Cesena e molte squadre di Serie C non sono riuscite a iscriversi al campionato. Secondo lei perchè in Italia si fa fatica a dare stabilità alle società?

“Ogni fallimento è un caso a sé e ha delle cause differenti. Neanche a farlo apposta, il Bari e il Cesena sono le due squadre che hanno avuto più paganti allo stadio. Evidentemente si è sbagliato nel costruire la squadra, spendendo di più di quanto fosse possibile e si sono fatti degli investimenti sbagliati perchè l’obiettivo del Bari era la Serie A e forse anche per il Cesena, poi invece i baresi sono rimasti in B e i romagnoli sono addirittura retrocessi”

Il futuro per il Bari può essere la Serie C o la Serie D. La società, però, cosa deve fare per ripartire, a prescindere dalla divisione in cui si troverà la squadra?

“Bisogna ripartire con una società nuova. L’ideale sarebbe avere persone che abbiano la possibilità di investire e che abbiano la mentalità per cui prima della squadra si crei la società e i componenti della parte tecnica che devono poi pensare alla squadra. E’ importante selezionare le persone giuste da affidare ai ruoli appropriati e poi lasciarli lavorare”

Da cofondatore dell’A.DI.SE nel 1976, come vede Marotta nel ruolo di presidente e che obiettivi è necessario porsi?

“Lo vedo bene. E’ una categoria di cui sono stato presidente per quasi trent’anni. Siamo partiti da zero e siamo riusciti ad ottenere tutto quello che ora hanno allenatori e calciatori, che non è poco. Adesso non c’è più molto da ottenere però c’è sempre da migliorare. Credo che sia un’associazione che ha dato e ottenuto molto, soprattutto perchè è stata riconosciuta a livello federale la serietà di questo organo e delle persone che ci lavoravano.”

LA VOCE DEL TIFO BIANCO-ROSSO, L’OPINIONE DI NICOLA LUCARELLI

Il fallimento di una squadra è anche il fallimento di un movimento. Come hanno vissuto questi giorni cosi difficili i tifosi baresi e cosa vi sentite di dire alla società che ha portato al fallimento un club storico come il Bari?

“L’abbiamo vissuta come un grande inganno, una grande beffa, perchè dalla società giungevano sempre rassicurazioni e ora siamo increduli per quello che è successo. Pensavamo che se ne potesse uscire, alla fine bastava poco per salvare il Bari, bastavano tre milioni e soprattutto bastava parlare prima. Se il presidente avesse dichiarato come stavano le cose in realtà, sicuramente non si sarebbe verificato quello che poi, purtroppo, è accaduto.”

La città come ha vissuto questo difficile periodo, visto che ormai il fallimento sembrava annunciato data l’incapacità della gestione della situazione?

“Si pensava, come ho detto prima, che la situazione si potesse risolvere, magari con l’intervento esterno di nuovi investitori, dato che c’erano delle cordate interessate. Poi però non se n’è più fatto nulla. Il tempo a disposizione era effettivamente poco per poter provare a far qualcosa. Dal punto di vista contabile si era detto che il Bari avesse solo 4-5 milioni di debiti, mentre poi con ulteriori indagini si è scoperto che i debiti fossero superiori ai 15 milioni, quindi c’è stata anche poca trasparenza, il che ha fatto arrabbiare i tifosi.”

La Serie C o la Serie D attendono il Bari. Come riparte un tifoso deluso e come deve ripartire la società?

“Guardi, io gestisco il sito dei tifosi (orgogliobarese.it) e stiamo notando una cosa strana ma allo stesso tempo bella. Tantissima gente collegata ai forum e ai social, segue le notizie e posso dire che il 100% dei tifosi è pronto a ripartire con il Bari, in qualsiasi categoria. Loro ci saranno sempre, anche se ovviamente la speranza è quella di poter ripartire dalla Serie C, fermo restando che il tempo per poter iscriversi al campionato è poco. Il Bari deve ancora trovare una società, organizzare una dirigenza nuova e fare la squadra, quindi si è consapevoli che è tutto molto difficile. I tifosi però ci saranno in qualsiasi categoria. A tal proposito hanno rifiutato all’unanimità la proposta fatta dal presidente del Bisceglie, Canonico, di fondare il Bisceglie-Bari ripartendo dalla C. Dunque lo slogan dei tifosi del Bari è quello di ripartire da zero ma con dignità.” 

Sono previste per il futuro forme di protesta per questa situazione?

“Certamente, domani alle 17:30 ci sarà un maxi raduno dei tifosi del Bari al vecchio stadio Della Vittoria. Si ritroveranno tutte le componenti del tifo organizzato con il sindaco Antonio Decaro e le istituzioni. Ci sarà un confronto aperto dove tutti i tifosi diranno la propria per ripartire, cercando di farlo nella maniera migliore.”

A questo proposito, quali sono le richieste più importanti che il tifoso fa alla società che verrà?

“Innanzitutto serve che la società sia solida, seria e che sia trasparente. E’ necessario sapere chi prende il Bari e cosa ci sarà dietro il nuovo proprietario, perchè quello che è mancato nelle ultime due gestioni, Paparesta e Giancaspro, è stata proprio la trasparenza. Nel primo caso non si sapeva chi fossero gli investitori, mentre nel secondo non si sapeva da chi arrivassero i soldi. Quindi la prima cosa che chiedono i tifosi è trasparenza e serietà.”

http://www.numero-diez.com/2018/07/19/b ... rieb-news/

Si parla del futuro del Bari sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno. In attesa della revoca ufficiale dell'affiliazione alla FIGC attesa per domani che chiuderà la storia del Bari calcio, tutto è nelle mani del sindaco Antonio Decaro. "Bari, Decaro passa al setaccio i tre progetti di rifondazione" è infatti il titolo del quotidiano che poi scrive: "Si manovra per l'iscrizione al campionato di Serie D. Ma non è affatto esclusa l'ipotesi della C.

Tmw

La Juventus avrebbe individuato l'allenatore la seconda squadra , appena nata e pronta a giocare in C: salvo sorprese, in panchina dovrebbe esserci Mauro Zironelli, ex calciatore di Venezia, Fiorentina e tante altre, nell’ultimo campionato in Csulla panchina del Mestre. Un tecnico balzato all'attenzione degli addetti ai lavori per il suo gioco propositivo. Aveva firmato con il Bari, ma dopo il fallimento del club pugliese ha riallacciato i contatti con i bianconeri. La fumata bianca sarebbe vicina. 

TuttoJuve

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