M. Maita, CC (Catanzaro, definitivo)
K. Laribi, CC (Verona, prestito)
M. Ciofani, TD (Pescara, definitivo)
P. Pinto, DC (Fiorentina, prestito)
R. Costantino, P (Triestina, prestito)

R. Floriano, AS (svincolato)
T. Kupisz, AD (Trapani, prestito)
T. Awua, CC (Livorno, prestito)
F. Ferrari, P (Livorno, prestito)
G. Esposito, DC (Fermana, prestito)
S. Neglia, AD (Fermana, prestito)
B. CascioneTD (svincolato)


«L'urna non è stata molto favorevole, incontriamo l'avversario più difficile». Questo il primo commento a caldo di Matteo Scala, il direttore sportivo biancorosso, parlando del quarto di finale playoff che vedrà il suo Bari opposto alla Ternana.

Scala continua: «La Ternana ha calciatori di primissimo livello, ha accusato un po' di ritardo in classifica ma l'organico è uguale a quello delle prime di tutti i gironi. Hanno quattro partite già nelle gambe e hanno fatto risultati importanti. Sono già testati nelle partite ufficiali da dentro o fuori. Noi giocheremo in casa, conosciamo i loro pregi e difetti: già da oggi pomeriggio inizieremo a lavorare per preparare la partita e studiare l'avversario».

Il diesse biancorosso annuncia: «Il mister oggi aveva dato giornata libera, ma già ieri avevamo fissato una seduta video per analizzare l'avversario, che poco fa abbiamo scoperto essere la Ternana».

Per Scala sarà «Una partita complicata. Mi aspetto una squadra che ci darà del filo da torcere, che ha calciatori che possono sbloccarla in qualsiasi momento con un colpo. Hanno qualità ed eseprienza, mi aspetto una partita da prendere con le molle, da affrontare non grandissima attenzione. Non dobbiamo pensare ai quattro punti fatti contro di loro durante il campionato, perché sia in casa che fuori ci hanno messo in difficoltà. Tra quelle rimaste la Ternana è la squadra con maggiore qualità tecnica. Temevo questo avversario proprio per questo: a volte le squadre che partono da dietro hanno qualità inferiori, ma non è il caso della Ternana, che ha giocato dal primo turno e ha disputato anche la finale di coppa Italia. Dopo quattro mesi quattro partite sono tante, per noi sarà un piccolo handicap. Dobbiamo fare moltissima attenzione, sarà una partita combattuta; sarà il dettaglio a fare la differenza. Nessuno trascurerà nulla, ci vorranno mentalità, attenzione e fortuna».

Scala conclude: «La squadra è molto preparata, i calciatori sono bravi. Studieranno tutto fino all'ultimo dettaglio; la differenza la faranno cattiveria, voglia di vincere e soprattutto gli episodi favorevoli».

BariViva.it

Sorteggio non fortunato per il Bari nei quarti di finale dei playoff: i biancorossi di Vincenzo Vivarini trovano la Ternana di mister Gallo, reduce dalla vittoria 0-1 sul campo del Monopoli nel turno precedente. L'esordio del Bari nei playoff sarà lunedì 13 luglio, contro una squadra - le "fere" umbre - che ha già quattro partite ufficiali nelle gambe. La partita si giocherà al San Nicola; in virtù della testa di serie, il Bari passerebbe il turno anche con un pareggio. L'accoppiamento per la semifinale nella parte bassa del tabellone è con la vincente di Carrarese-Juventus U23.

Il programma dei quarti di finale

Bari - Ternana
Carpi - Novara
Carrarese - Juventus U23
Reggiana - Potenza

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Paolo Monelli è stato uno degli attaccanti più completi che hanno vestito la maglia biancorossa. Il centravanti nativo di Castelnovo ne’ Monti è intervenuto su Radio Biancorossa nel corso del programma “Tanto non capirai”.

Monelli ha subito aggiornato i tifosi biancorossi circa il suo impiego attuale: “Sono sempre nel mondo del calcio. Dopo 12 anni nel settore giovanile del Monza, adesso sono il responsabile del settore giovanile di una squadra della Brianza ma faccio anche il talent scout sempre per il Monza. Il calcio è la mia vita e non posso starne lontano

Il calcio italiano è ripartito e l’ex centravanti ha le idee chiare in merito: “Vedo squadre in grossa difficoltà fisica e anche le grandi fanno fatica, per fortuna ci sono i 5 cambi anche se non tutti ne stanno approfittando. In serie A credo che la Juve sia ancora di un altro pianeta e la Lazio deve vincerle tutte per reggere il passo. Passando alla serie cadetta credo che sarà una bella lotta, vedo il Cittadella come possibile mina vagante. Nella terza serie invece il discorso è diverso visto che si giocano gare secche, determinante sarà il fattore campo.

In questi giorni si sta discutendo molto circa la possibile riapertura degli stadi, così Monelli: “Bisognerebbe valutare regione per regione, ma credo che almeno delle riaperture parziali si possano attuare, ma la domanda è: chi si prende la responsabilità di riaprire gli impianti?”

Carriera non semplice quella di Paolo Monelli caratterizzata da un brutto infortunio subito a 28 anni: “Ero partito molto bene, a 18 anni ho esordito in A, purtroppo ho subito qualche infortunio che mi ha frenato. E’ stata una buona carriera la mia anche se forse potevo fare di più. Dicono che somigliavo a Gilardino? Si, avevamo diversi punti in comune”

Monelli e il Bari, una storia d’amore caratterizzata da grandi imprese e qualche rimpianto: “Partiamo col dire che il mio arrivo a Bari fu un pò complicato. Avevo un contratto di 3 anni con la Lazio, avevamo conquistato la serie A e non mi andava di scendere nuovamente in B. Decisivo fu l’intervento di Vincenzo Matarrese che mi prospettò un progetto tecnico di alto livello. La miglior partita in biancorosso? La vittoria a Cosenza del 31 dicembre del 1988, decisa da un mio goal nel finale. Giornata indimenticabile anche perchè il giorno prima nacque mio figlio. Il goal più bello? Quello al Napoli di Maradona: stop di petto e tiro all’incrocio. Il mio addio al Bari? Avevo ancora 1 anno di contratto ma la società decise di puntare sul nuovo arrivo Raducioiu. Peccato perchè mi piaceva stare a Bari, vivevo in centro e mi piaceva stare a contatto con la gente.”

Inevitabile soffermarsi sul Bari dei giorni nostri che, il 13 luglio, scenderà in campo per i playoff. Questa la ‘ricetta’ vincente di Paolo Monelli: “Il Bari ha fatto un buon campionato e ha tutte le qualità per poter vincere i playoff. E’ una delle favorite. Bisogna anche sperare nella buona sorte oltre che sfruttare il fattore campo. Determinante sarà la condizione fisica , non dovranno sottovalutare nessuno e sperare d’avere i giocatori più forti a disposizione”

Nicola Lucarelli – Radio Biancorossa

SSC Bari e US Lecce chiedono una riapertura, anche solo parziale, degli stadi per i playoff di serie C e per il rush finale del campionato di serie A. Non una richiesta generica, ma motivata da un documento in cui si avanza una proposta confortata dal parere di alcuni scienziati, espressisi sulla situazione epidemiologica attuale della Puglia, in relazione ai contagi da Covid-19 coronavirus.

I presidenti Luigi De Laurentiis e Saverio Sticchi Damiani hanno incontrato il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano in un confronto web andato in diretta sulla pagina del presidente regionale e sui canali social delle due società. «La società pugliese ha già riaperto situazioni analogamente gestibili come gli stadi: feste, sagre, locali e discoteche - ha detto Emiliano. È preferibile un'attività con regole severe, invece di lasciar languire settori interi in grandissima difficoltà, senza che nessuno stia intervenendo per remunerare i mancati guadagni. I protocolli che il professor Lopalco sta validando permettono sicurezza. Con tamponi e controlli epidemiologici siamo riusciti a tenere di dati della Puglia a un livello idoneo a ragionare sulle riaperture. È difficile che un evento del genere continui a svolgersi in assenza di pubblico».

Commentando la proposta delle società, Emiliano ha continuato: «Ci sono settori economici basati sulla continuità di relazione col pubblico; senza si potrebbe anche non ripartire, con danni incalcolabili. Gli stadi sono luoghi con delle regole di sicurezza testate da molti anni, con identificazione degli spettatori e presenza di forze di polizia. Ferma restando una forte limitazione della capienza, potremmo tentare la riapertura. I rischi più elevati di contagi avvengono negli eventi all'aperto. Il nostro non è un azzardo, ma un ragionamento razionale su un'industria che per il bene del Paese non può essere lasciata al suo destino. La ripartenza dell'Italia passa anche dalla ripresa del campionato di calcio. Tra pochi giorni, prendendo spunto dal vostro documento, ed elaboreremo la proposta da presentare al calcio pugliese, alle altre regioni e al Governo. Noi non possiamo più chiudere il Paese. La prima epidemia ci ha colti impreparati perché non avevamo rianimazioni, Dpi e cognizione della malattia. Il virus sarà combattuto non più con un'interruzione della vita, ma con tutte le precauzioni di cui siamo a disposizione».

Entrando nel merito del documento presentato alla Regione Puglia, Luigi De Laurentiis spiega: «Abbiamo preparato un protocollo con la supervisione di tre scienziati. Governo e federazione stanno lavorando alla possibile riapertura degli stadi, è fondamentale per l'economia e per tutte le categorie. Gli stadi permettono un grande distanziamento e meccanismi di entrata e uscita sicuri, oltre alla registrazione degli spettatori. Penso che il contingentamento degli stadi durerà a lungo, e sarà un grave problema economico per le società. La ripartenza sta avvenendo perché la curva epidemiologica è buona; è fondamentale sostenere riapertura dei luoghi di entertainment, soprattutto all'aria aperta».

Sticchi Damiani chiosa: «La gente deve tornare allo stadio. Questo calcio non ci appartiene, è uno spettacolo molto poco "spettacolo". Quest'anno abbiamo avuto 20mila abbonati, un record per Lecce; abbiamo l'obbligo morale di riaprire almeno a loro. Si può ragionare su un meccanismo di turnazione, ma solo come strumento graduale per riaprire. Abbiamo ricominciato perché ce lo chiedeva il sistema; cerchiamo di non tenere definitivamente lontane le persone, perché il calcio senza gente perde valore e non vorremmo creare un pericoloso precedente. Abbiamo limitato brillantemente il numero dei contagi in Puglia, e ci troviamo in un momento relativamente sereno. Questo luglio non deve essere un precedente per cui la gente non partecipa agli eventi sportivi in un contesto favorevole come questo».

Riccardo Resta
BariViva.it

SSC Bari comunica che nella giornata oggi, in sede sindacale, è stato formalizzato un accordo di reciproca soddisfazione con i propri tesserati che hanno rinunciato a parte della retribuzione della s.s. 2019/20, relativa al periodo dell’emergenza Covid19.

«Sono soddisfatto di questo accordo, perché è stato raggiunto in modo semplice, immediato, senza interessi di parte e grazie alla piena disponibilità di tutti - ha dichiarato il presidente Luigi De Laurentiis -. Credo che questa scelta dimostri ancora una volta il grande senso di responsabilità e solidarietà dei nostri ragazzi, in una stagione gravemente compromessa dalla pandemia».

SscBari

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